Il canto del tempo: note su Grieg, Šostakovič e Brahms

Grieg
Andante con moto

Shostakovich
Piano Trio nr. 1 op. 8

Brahms
Piano Trio nr. 3 op. 101

Edvard Grieg fu una figura estremamente singolare nel panorama musicale di tardo Ottocento. Compositore diviso tra due mondi, quello norvegese per provenienza e quello mitteleuropeo per formazione, questo maestro del miniaturismo paesaggistico e della pittura sonora al limite dell’impressionismo, lasciò poche pagine di musica cameristica, prediligendo sempre un tipo di scrittura più votata allo slancio melodico che allo sviluppo matematico della forma. È innegabile riconoscere tuttavia nell’Andante con moto, scritto nel 1878 con l’intento di destinarlo a un completo Trio per pianoforte in tre movimenti, poi lasciato incompiuto, una caratteristica di completezza ed equilibrio formale molto evidenti (qualità notata anche dagli amici e colleghi di Grieg che ebbero possibilità di avere tra le mani le bozze di lavoro). La sensazione complessiva di mesta malinconia che provoca l’ascolto di questo brano deriva dalla tensione creata dall’interscambio di motivi che passano con fare spontaneo tra uno strumento e l’altro, creando una parabola narrativa coinvolgente e carica di colori.

Qualità narrative l’ascoltatore le riscontrerà anche nel secondo brano in programma, il Primo Trio che Dimitrij Šostakovič scrisse nel 1923 all’età di soli sedici anni durante il periodo di formazione al Conservatorio di Pietrogrado. Intitolato suggestivamente dall’autore stesso Poème e teneramente dedicato all’amata Tatyana Ivanovna Glivenko, figlia di un professore di filologia di Mosca, il Trio è pregno delle esperienze che il giovanissimo compositore stava attraversando in quegli anni: la difficile vita nella Russia post-rivoluzionaria; la morte del padre accaduta un anno prima; la tubercolosi appena contratta a causa dell’inedia. Fu proprio durante la convalescenza in un sanatorio in Crimea che Šostakovič scrisse questo Trio, composto da un singolo movimento e strutturato in una forma sonata in cui due temi contrastanti e ben distinti l’uno dall’altro si sviluppano in passaggi ricchi di climax drammatiche, in cui l’ascoltatore riconoscerà l’uso espressivo di aspre dissonanze, tipiche del Šostakovič maturo, e momenti lirici sospesi. Come il Trio di Grieg, anche questo lavoro non venne mai pubblicato finché Šostakovič rimase in vita.

Il Trio n. 3 op. 101 ci trasporta, invece, nel tardo stile di Johannes Brahms, il compositore che fu senza ombra di dubbio il più rappresentativo della cultura musicale mitteleuropea della seconda metà dell’Ottocento. Scritto nell’estate 1886 il Trio si inserisce in un filone produttivo caratterizzato da uno slancio espressivo e intimistico, che culminerà nelle meravigliose pagine dei Klavierstücke op. 116, 117, 118 e 119. Ma se al limite della vita Brahms infonderà nelle sue ultime composizioni densità drammatica e ampie digressioni melodiche, con il Trio op. 101 sembra piuttosto prediligere uno stile più conciso, essenziale, che guarda all’indietro ai modelli di Mendelssohn e Schumann, ma conservando un piglio romantico molto schietto, profondamente influenzato dall’esperienza di sinfonista (pur essendo scritto per pianoforte, violino e violoncello questo trio rivela tutta la potenza di fuoco e il caleidoscopio sonoro di un’orchestra di grandi dimensioni). Dunque, scopriamo nel primo movimento una tensione quasi eroica, data dal gesto melodico molto ampio; nel secondo, di contro, ci lasciamo incantare da un’atmosfera quasi spettrale; il terzo tempo, infine, si chiude il cerchio con il clima ricco di tensione dell’apertura, ma con una maggiore leggerezza.

Libri che suonano: consigli di lettura

Su Grieg
*Finn Benestad e Dag Schjelderupp-Ebbe, Edvard Grieg: The Man and the Artist, Lincoln, University of Nebraska Press, 1988

Su Šostakovič
*Julian Barnes, Il rumore del tempo, Torino, Einaudi, 2017
*Dimitrij Šostakovič, Trascrivere la vita intera. Lettere 1923-1975, Milano, il Saggiatore, 2015

Su Brahms
*Francesco Bussi, La musica strumentale di Brahms, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2008
*Giorgio Pestelli, Canti del destino. Studi su Brahms, Torino, Einaudi, 2000.

di Valerio Sebastiani 

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