Trio Amal

Programma del concerto

E. Grieg
Andante con moto
D. Shostakovich
Piano Trio nr. 1 op. 8
J. Brahms
Piano Trio nr. 3 op. 101
Segue il concerto un rinfresco offerto dal ristorante Panempetto

Trio Amal

Il Trio Amal nasce a Roma nel 2022 ad Avos Project, Scuola Internazionale di musica, dove si perfeziona con i maestri del Quartetto Avos e docenti ospiti. Prende parte alla manifestazione “Take Five!” di Avos Project tenutasi lo scorso aprile presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma eseguendo il Quintetto op. 34 in sol minore di Juliusz Zarębski al fianco di David Romano ed Emanuele Ruggero e debutta come trio nella stagione MAX70 in Villa di Donato, Napoli. Si esibiscono durante la rassegna di Villa Pennisi in Musica 2022 e 2023 con programmi dedicati a Brahms, Dvorák e Mendelssohn. Il trio è vincitore di una borsa di studio presso il Conservatorio di Parma Arrigo Boito dove frequenta il master di secondo livello in musica da camera tenuto dai membri del Trio di Parma.

Gli artisti

Adriano Leonardo Scapicchi ottiene nel 2021, con lode e menzione d’onore, il Diploma Accademico di II Livello presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nella classe di Alessandra Torchiani. Frequenta i Corsi Avanzati di Pianoforte con Massimo Spada presso la Scuola Internazionale di Musica Avos Project a
Roma. Ha preso parte a masterclass tenute da celebri pianisti, come Beatrice Rana, Alessandro Deljavan, Alexander Romanovsky, Benedetto Lupo, Alessio Bax, Stephen Kovacevich e altri. Si esibisce per varie istituzioni e festival internazionali, come l’Istituzione Universitaria dei Concerti, Roma Tre Orchestra, e Villa Pennisi in Musica.
È vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Nel 2023 prende parte come solista ad una tournée negli Stati Uniti d’America, organizzata per i vincitori del concorso Ibla Grand Prize, grazie a cui ha la possibilità di suonare in alcune delle sale da concerto più prestigiose al mondo, tra cui la Sala Weill della Carnegie Hall di New York.
È membro fondatore del Trio Amal con Maddalena Fogacci Celi (Violino) e ad Alice Romano (Violoncello), insieme alle quali vince una borsa di studio per il Master di II livello presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma tenuto dal Trio di Parma. Con il pianista romano Francesco Bravi si esibisce in concerti che vedono protagonista il repertorio per pianoforte a quattro mani. Nel 2022 ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in Filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Maddalena Fogacci Celi nasce a Roma nel 1996. Nel 2016 si diploma presso il Conservatorio di Santa Cecilia. Successivamente consegue la Laurea Magistrale presso l’Accademia Pianistica internazionale di Imola sotto la guida dei Maestri Semchuk e Milas. Negli anni partecipa a varie Masterclass con Francesco De Angelis (presso l’Accademia Tibor Varga), Roberto GonzalezMonjas, David Romano, William Esteban Chiquito e Francesco Senese, Alexander Sitkovetsky. Viene chiamata a collaborare in qualità di violinista di fila presso l’Orchestra LaFil - Filarmonica di Milano, Colibrí Ensemble, Solisti Aquilani, Roma Tre Orchestra e Orchestra Filarmonica di Benevento.
Negli ultimi anni ha avuto inoltre modo di esibirsi sempre più frequentemente in diverse formazioni cameristiche per importanti fondazioni e festival tra cui l’Istituzione Universitaria Concerti (IUC), il Festival di Villa Pennisi in Musica (Acireale), la Società Aquilana dei Concerti B. Barattelli, Ente delle Musica e del Teatro “Primo Riccitelli”. A Gennaio 2023 ha avuto modo siesibirsi in quartetto presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in occasione del Premio Farulli di composizione. Lavora come Maestro Collaboratore presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nei corsi propedeutici e orchestrali del settore Education. Frequenta inoltre i corsi di musica da camera e violino, presso la scuola di musica Avos Project, dove è anche docente del corso base di violino. È membro fondatore del Trio Amal.

Alice Romano consegue il diploma di vecchio ordinamento in Violoncello presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e prosegue gli studi presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola con il Maestro Orfeo Mandozzi. Attualmente si perfeziona in violoncello e musica da camera presso Avos Project Scuola
Internazionale di Musica di Roma con i maestri Diego Romano e Alessio Pianelli e partecipa come allieva effettiva a numerose masterclass nonché corsi annuali tenuti dai maestri Giovanni Gnocchi e Silvia Chiesa, che le concede una borsa di studio per la migliore performance nel concerto finale. Ancora, per la musica da camera, è vincitrice assieme al Trio Amal di una borsa di studio offerta dal Conservatorio Arrigo Boito di Parma per il Master di II livello con i maestri del Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi. Infine, ottiene l’idoneità come violoncello di fila per la stagione 2023-2024 con la Filarmonica del Teatro Regio di Torino a seguito delle audizioni finali del corso “Obiettivo Orchestra” tenuto dai maestri Amedeo Cicchese e Relja Lukić.
Al percorso musicale affianca quello universitario, ottenendo la laurea in Lingue, Culture, Letterature e Traduzione presso La Sapienza, Università di Roma con una tesi sull’identità della donna nell’opera in video russa del secondo dopoguerra. È laureanda in Musicologia presso la stessa istituzione e scrive per la rivista online di divulgazione musicale «Quinte Parallele», con la quale ha collaborato per la pubblicazione Bach: Concerti Brandeburghesi (2023), edita da Carocci per la collana «Dentro la Musica» diretta da Giovanni Bietti. Unisce all’attività orchestrale e cameristica quella didattica come tutor presso il Settore Education dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il canto del tempo: note su Grieg, Šostakovič e Brahms

  1. Grieg
    Andante con moto
  2. Shostakovich
    Piano Trio nr. 1 op. 8
  3. Brahms
    Piano Trio nr. 3 op. 101

 

Edvard Grieg fu una figura estremamente singolare nel panorama musicale di tardo Ottocento.Compositore diviso tra due mondi, quello norvegese per provenienza e quello mitteleuropeo per formazione, questo maestro del miniaturismo paesaggistico e della pittura sonora al limite dell’impressionismo, lasciò poche pagine di musica cameristica, prediligendo sempre un tipo di scrittura più votata allo slancio melodico che allo sviluppo matematico della forma.È innegabile riconoscere tuttavia nell’Andante con moto, scritto nel 1878 con l’intento di destinarlo a un completo Trio per pianoforte in tre movimenti, poi lasciato incompiuto, una caratteristica di completezza ed equilibrio formale molto evidenti (qualità notata anche dagli amici e colleghi di Grieg che ebbero possibilità di avere tra le mani le bozze di lavoro). La sensazione complessiva di mesta malinconia che provoca l’ascolto di questo brano deriva dalla tensione creata dall’interscambio di motivi che passano con fare spontaneo tra uno strumento e l’altro, creando una parabola narrativa coinvolgente e carica di colori.

Qualità narrative l’ascoltatore le riscontrerà anche nel secondo brano in programma, il Primo Trio che Dimitrij Šostakovičscrisse nel 1923 all’età di soli sedici annidurante il periodo di formazione al Conservatorio di Pietrogrado. Intitolato suggestivamente dall’autore stesso Poème e teneramente dedicato all’amata Tatyana Ivanovna Glivenko, figlia di un professore di filologia di Mosca, il Trio è pregno delle esperienze che il giovanissimo compositore stava attraversando in quegli anni: la difficile vita nella Russia post-rivoluzionaria; la morte del padre accaduta un anno prima; la tubercolosi appena contratta a causa dell’inedia. Fu proprio durante la convalescenza in un sanatorio in Crimea che Šostakovič scrisse questo Trio, composto da un singolo movimento e strutturato in una forma sonata in cui due temi contrastanti e ben distinti l’uno dall’altro si sviluppano in passaggi ricchi di climax drammatiche, in cui l’ascoltatore riconoscerà l’uso espressivo di aspre dissonanze, tipiche del Šostakovič maturo, e momenti lirici sospesi. Come il Trio di Grieg, anche questo lavoro non venne mai pubblicato finché Šostakovič rimase in vita.

Il Trio n. 3 op. 101 ci trasporta, invece, nel tardo stile di Johannes Brahms, il compositore che fu senza ombra di dubbio il più rappresentativo della cultura musicale mitteleuropea della seconda metà dell’Ottocento. Scritto nell’estate 1886 il Trio si inserisce in un filone produttivo caratterizzato da uno slancio espressivo e intimistico, che culminerà nelle meravigliose pagine dei Klavierstücke op. 116, 117, 118 e 119. Ma se al limite della vita Brahms infonderà nelle sue ultime composizioni densità drammatica e ampie digressioni melodiche, con il Trio op. 101 sembra piuttosto prediligere uno stile più conciso, essenziale, che guarda all’indietro ai modelli di Mendelssohn e Schumann, ma conservando un piglio romantico molto schietto, profondamente influenzato dall’esperienza di sinfonista (pur essendo scritto per pianoforte, violino e violoncello questo trio rivela tutta la potenza di fuoco e il caleidoscopio sonoro di un’orchestra di grandi dimensioni). Dunque, scopriamo nel primo movimento una tensione quasi eroica, data dal gesto melodico molto ampio; nel secondo, di contro, ci lasciamo incantare da un’atmosfera quasi spettrale; il terzo tempo, infine, si chiude il cerchio con il clima ricco di tensione dell’apertura, ma con una maggiore leggerezza.

 

Libri che suonano: consigli di lettura

Su Grieg
*Finn Benestad e Dag Schjelderupp-Ebbe, Edvard Grieg: The Man and the Artist, Lincoln, University of Nebraska Press, 1988

Su Šostakovič

*Julian Barnes, Il rumore del tempo, Torino, Einaudi, 2017
*Dimitrij Šostakovič, Trascrivere la vita intera. Lettere 1923-1975, Milano, il Saggiatore, 2015

Su Brahms
*Francesco Bussi, La musica strumentale di Brahms, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2008
*Giorgio Pestelli, Canti del destino. Studi su Brahms, Torino, Einaudi, 2000.

 

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